Gli squali della Groenlandia, i vertebrati più longevi del pianeta, non solo sopravvivono fino a 400 anni nelle profondità dell’Artico, ma mantengono anche una vista funzionale per tutta la loro vita, che può durare secoli. È quanto rivela una ricerca pubblicata il 5 gennaio sulla rivista Nature Communications, che sfata la convinzione che questi animali fossero praticamente ciechi. Allo stesso modo, gli scienziati hanno anche scoperto che questo tipo di squali vedono tutto in bianco e nero. Pertanto, a causa del tipo di cellule oculari che possiedono, gli squali della Groenlandia possono vedere la luce e il buio, ma non distinguono bene le forme e potrebbero anche avere difficoltà a distinguere i movimenti rapidi.
La chiave della loro longevità visiva

Questa scoperta è importante non solo per comprendere la biologia di queste specie, ma anche per le sue possibili applicazioni nella salute umana, in particolare nella prevenzione delle malattie oculari associate all’invecchiamento, come la degenerazione maculare. A quanto pare, ciò che permette a questa specie di squali di mantenere una buona vista è una capacità molto rara. Gli squali della Groenlandia hanno infatti meccanismi di riparazione del DNA.
Dieci squali centenari

Lo studio è stato condotto dalla biologa evoluzionista Lily Fogg e dalla fisiologa Emily Tom, anche se non sarebbe stato possibile senza il grande aiuto del compianto John Fleng Steffensen. Quest’ultimo ha offerto a Lily degli occhi da studiare, e lei ha accettato senza esitare di inviarli alla sua collega. In questo modo sono arrivati a Emily: “Ho aperto il pacco e c’era un gigantesco bulbo oculare di 200 anni su ghiaccio secco che mi fissava”.
Il team di ricerca ha lavorato con un gruppo di dieci squali della Groenlandia di età compresa tra i 100 e i 134 anni. L’analisi ha rivelato che c’erano pochissimi segni di degenerazione nelle strutture fotosensibili. Non è stato inoltre rilevato che i parassiti influenzassero in modo significativo la loro capacità visiva.







